Cappasanta

 

Mokarta

 

Monte Polizo

 

San Miceli

Il sito archeologico di Mokarta è costituito da un insediamento capannicolo e da una necropoli , inquadrabili cronologicamente tra la fine del XIII e gli inizi del X secolo a.C. Si tratta di un centro abitato di tipo proturbano per la cui sede fu scelta un luogo alto e naturalmente fortificato; e dunque un importante sito preistorico. le prime indagini (1970) misero in luce circa 60 tombe scavate nella roccia. Le tombe sono del tipo a "grotticella" artificiale, databili alla fine dell'età del bronzo. Un'altra più piccola necropoli è stata rinvenuta nella parte sud occidentale della collina, sulla cui sommità sono ancora visibili i resti di un castello arabo-normanno. L'abitato è costituito da un agglomerato di strutture circolari e quadrangolari costruita in comune a secco. Mokarta cessa di vivere intorno al X secolo a.C. in seguito ad una distruzione di cui rimangono segni tangibili; alcune capanne per esempio presentano chiare tracce d'incendio e di repentino abbandono. La causa di questa tragica fine è da ricollegare probabilmente all'invasione di gruppi esterni. Di tale evento è testimonianza il rinvenimento dello scheletro di una fanciulla adolescente rimasta sepolta sotto le macerie.

La basilica di San Miceli fu scoperta nel 1893 nella contrada omonima a Salemi. si tratta di una basilica a te navate, divise da due file di cinque pilastri; la chiesa ebbe destinazione funeraria, come rivela la presenza di numerose tombe sul pavimento. lo scavo mise in evidenza tre fasi di vita dell'edificio, caratterizzate da tre livelli pavimentati mosaicati.

FASE A: il pavimento superiore venne gravemente danneggiato all'atto della scoperta; ne sopravvive un'iscrizione musiva in latino in cui si leggono solo poche parole.

FASE B: al di sotto del primo pavimento viene dissotterrato un secondo pavimento musivo, caratterizzato da uno schema geometrico di ottagoni e quadrati.

FASE C: la prima fondazione della chiesa di cui risalgono le poche tracce di un pavimento musivo "con tasselli mal connessi" sottostante il secondo pavimento, potrebbe ipoteticamente risalire anche alla metà del IV secolo, o tra la fine del IV  e gli inizi del V. 

La necropoli fu scavata purtroppo piuttosto frettolosamente e documentata con molta minore attenzione rispetto alla basilica. furono esplorate in tutto 58 tombe a fossa, contenti  normalmente uno scheletro,a volte due. All'interno vi erano corredi molto preziosi: fibbie, orecchini d'oro, anelli, piastre d'oro che in origine formavano una collana.