Cappasanta

Nel Giugno del 2001 è stato effettuato il primo saggio di scavo in Piazza Cappasanta. L’indagine ha permesso l’individuazione di una sequenza stratigrafica che ha raggiunto, a m 2,65 di profondità, il livello basale della collina su cui insiste il centro urbano. Sono stati individuati cinque diversi periodi di frequentazione seguiti da un progressivo e definitivo abbandono, testimoniato da accumuli e depositi. Il primo periodo Ia è testimoniato da un taglio nel banco roccioso e da un successivo livellamento. Su questo livello sono state riscontrate le prime due fasi insediative, Ib e IIa (primo quarto del IV sec. a.C.), caratterizzate entrambe da alcune buche per pali e da molte tracce di materiale carbonioso. Le buche hanno fatto ipotizzare che si possa trattare di una capanna o comunque di una struttura su pali che prima di andare distrutta fu preventivamente smontata vista la totale assenza di materiale ceramico e di elementi del crollo. Solo lo strato successivo, fase IIb, ha restituito alcuni frammenti ceramici e pochi laterizi che potrebbero datare l’abbandono dell’area alla seconda metà del IV sec. a.C. Un’altra fase di occupazione, inquadrabile intorno alla fine del IV e gli inizi del III sec. a.C., faseIII, vede la fondazione di una struttura muraria che poggia direttamente sulla roccia, costituita da lastre rettangolari di gesso, accuratamente sbozzate e a profilo scalare. Questa struttura testimonierebbe un terrazzamento e potrebbe porsi in relazione con la necessità di regolarizzazione di un asse viario su cui ancora insiste quello attuale. Dopo la fase di insediamento di epoca ellenistica, in un’epoca successiva, forse in età tardo-repubblicana, ha inizio un processo di abbandono dell’area, testimoniato ancora dalla piazza attuale, e che sembra connettersi ad un percorso difensivo legato, tradizionalmente, alla memoria di una “Porta Santa Maria” ubicata in prossimità della via omonima: la necessità di uno spazio di rispetto interno alle mura sembra funzionale alla viabilità e alle esigenze di difesa in corrispondenza dell’unico accesso sul lato occidentale della città. Durante lo scavo nei vari strati vennero ritrovate ben ventisei monete di bronzo. Tra queste prevalgono nettamente le emissioni puniche della Sicilia (testa femminile al dritto, cavallo e palma al rovescio) rispetto alle altre emissioni siceliote. La ceramica dello scavo ha restituito un panorama di forme e tipologie molto ricco – vernice nera, anfore greco italiche, ceramica comune e da fuoco – ed anche molti laterizi. Sono stati rinvenuti inoltre numerosi pesi da telaio trapezoidali spesso impressi con motivi diversi sulla faccia superiore (motivi comuni all’ellenismo italico tra il IV e il III a.C.) Il secondo saggio a Cappasanta, più ad ovest rispetto al primo, ha messo in luce un taglio nel banco roccioso e una sequenza di battuti pavimentali limitati a sud da un muro, che attestano una frequentazione di quest’area  di tipo residenziale contemporaneo a quello del precedente saggio (metà IV sec. a.C.).