Dall'Unità d'Italia al Terremoto del 1968

Dopo la partenza dei Mille il gabelloto Alberto Mistretta, sia pure solo per pochi mesi visto che già il 4 ottobre 1860 il prodittatore Mordini lo sostituirà col palermitano Gaetano Del Serro, assumerà la carica di Governatore del distretto di Mazara mentre Simone Corleo, docente universitario, filosofo e medico, dovrà accontentarsi di ricoprire solo la carica di Presidente del Consiglio Civico. Il Corleo sentendosi umiliato, in una lettera al Luogotenente Generale scrive di ritenere " cosa stupida che il Mistretta, un guardiapecore, fosse governatore a fronte di lui". A questo punto quella sorta di rivalità strisciante che anche per motivi personali e familiari già da tempo covava tra i due esplode in forma pubblica e violenta. Il Mistretta, ritornato a Salemi, si schiera politicamente in netta contrapposizione col Corleo. Si delineano così in Città due opposti schieramenti politici: il Partito Moderato, vicino al programma di Crispi, guidato da Simone Corleo ed il Partito Democratico, di ispirazione cavouriana, guidato dal Mistretta. Dal primo usciranno uomini politici quali i fratelli Ignazio e Giuseppe Lampiasi, l'uno deputato al Parlamento Nazionale e l'altro Sindaco di Salemi per ben 27 anni consecutivi; dal secondo i fratelli Antonino e Baldassare Lo Presti, rispettivamente, Deputato al Parlamento dal 1913 al 1922 e Sindaco di Salemi dal 1913 al 1923. Questi due partiti in pratica, tramite i loro esponenti più rappresentativi, avrebbero guidato la vita amministrativa della città dall'Unificazione italiana all'avvento del Fascismo. Al Sindaco Lo Presti toccò, tra l'altro, il compito di far fronte alle esigenze straordinarie venutesi a determinare con lo scoppio della I Guerra Mondiale: l'immane flagello cui anche Salemi diede un grosso tributo di dolore e di sangue con centinaia di feriti e ben 103 morti, fra i quali il giovanissimo volontario Vito Favara ed il Tenente Giuseppe De Arcangelo, entrambi decorati con Medaglia d'Argento al V.M. 
Nel dicembre 1923, poco dopo l'avvento del Fascismo, Baldassare lo Presti sarà pretestuosamente destituito e la vita amministrativa di Salemi affidata all'ericino Rocco genovese con compiti commissariali. 
Durante il Ventennio fascista a Salemi non si verificarono né manifestazioni di accesa ostilità nei confronti del Regime né episodi di particolare durezza da parte di quest'ultimo volti a prevenire o reprimere moti di dissenso popolare. Si avvicendarono cinque Podestà (nell'ordine: Avv. Giuseppe Corleo, Avv. Michelangelo Romano, Prof. Antonino Cascio, Dr. Giuseppe Verderame ed Avv. Mario Scurto) e ben 12 Commissari Prefettizi inviati dalla Federazione Provinciale del partito. 
Lo scoppio della II Guerra Mondiale non provocò particolari drammi visto che la Città, eccettuati due insignificanti episodi, non fu teatro di incursioni aeree o terrestri. Per ovvi motivi di sicurezza donne, anziani e bambini "sfollarono" comunque nelle case di campagna di proprietà ovvero ospiti di amici e parenti. Poi improvvisamente, una mattina di luglio del 1943, i pochi abitanti rimasti in città videro una sterminata distesa di carri armati tedeschi quasi sommergere l'agro di Angiuca, Capitisseti e Bovarella per scomparire con inopinata celerità verso zone più interne. Era cominciata la ritirata, per altro sufficientemente ordinata e composta, dal momento che tra Sciacca e Porto Paolo erano già sbarcati ed avanzavano gli americani. Così la mattina del 23 luglio 1943 i salemitani videro sventolare un bianco lenzuolo di resa dalla torre del Castello mentre le prime jeep stracolme di soldati italo americani , al comando del Maggiore Chapman, entravano in città fra due ali di folla plaudente. 
Quella stessa sera il Comando Americano affidava all'Avv. Giuseppe La Grassa le funzioni di Sindaco; funzioni che nel giro di pochi giorni sarebbero state assunte, nell'ordine, da Angelo Rubino, Angelo Marrone e Salvatore Cognata col compito, assieme ad un Commissario per gli Affari Civili statunitense, di preparare le consultazioni elettorali. 
Il sistema maggioritario allora vigente consentirà al Dr. Giuseppe Angelo di essere eletto primo Sindaco del dopoguerra. 
Durante gli anni della ricostruzione postbellica anche Salemi, grazie alle capacità imprenditoriali dei suoi cittadini, viene sfiorata dal boom economico. Gran parte del suo vastissimo territorio esteso 18.182 ettari, prima coltivato prevalentemente a frumento o utilizzato come pascolo, viene ora coltivato a vigneto con enormi benefici che si ripercuotono positivamente su tutta l'economia locale. 
Ma il terremoto che nel gennaio 1968 ha gravemente danneggiato tutta la Valle del Belice vanificava in pochi attimi gran parte di ciò che nell'ultimo dopoguerra era stato costruito.